2proPSA e indice Phi - Nuovi markers per il tumore alla prostata - BIOS S.r.l. Laboratorio Analisi Cliniche - COSENZA
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2proPSA e indice Phi – Nuovi markers per il tumore alla prostata

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Cos’è il cancro alla prostata?

La prostata è una ghiandola annessa all’apparato genitale maschile la cui funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, che nutre e veicola gli spermatozoi.

Con l’aumento dell’età le cellule della prostata possono subire cambiamenti che riguardano sia la forma che le dimensioni e in alcuni casi possono sfociare in cancro alla prostata.

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più diffuso; basti pensare che in Italia ogni anno ne vengono diagnosticati 42800.

La buona notizia è che il cancro alla prostata, nella maggior parte dei casi, progredisce in maniera molto lenta e risulta poco aggressivo, rimanendo confinato all’organo prostatico.

Tuttavia esistono alcune forme di carcinoma prostatico più aggressivi che tendono facilmente a metastatizzare. Nelle fasi iniziale, il carcinoma prostatico, è quasi sempre asintomatico. I sintomi, di solito, compaiono quando la malattia è negli stadi avanzati e possono presentarsi come: problemi ad urinare (compresi difficoltà ad urinare e/o frequenti minzioni soprattutto di notte), sangue nelle urine, difficoltà ad avere e mantenere un’erezione, dolori ossei.

Fattori di rischio

La causa specifica di cancro alla prostata, ancora oggi, è sconosciuta, tuttavia sono stati identificati numerosi possibili fattori di rischio;

  • Età (in genere dopo i 50 anni)
  • Familiari con cancro alla prostata
  • Dieta ricca di carne rossa e povera di frutta e verdura
  • Obesità
  • Fumo
  • Eccessivo consumo di alcool

2proPSA e PHI (Prostate Health Index)

L’antigene prostatico specifico (PSA), glicoproteina prodotta dalla prostata, rappresenta il più importante marcatore per il tumore della prostata. Nonostante ciò, il PSA, non può essere considerato un marcatore perfetto in quanto la sua concentrazione è correlata sia alle dimensioni della prostata sia alle patologie che possono colpirla. Un aumento di PSA non è in grado, da solo, di indicare se la prostata è affetta da iperplasia benigna, da un’infezione, da un’infiammazione o da un tumore.

  • Nel 25% dei casi, pazienti con PSA < 4ng/ml hanno tumore alla prostata;
  • Nel 60-70% dei casi, pazienti con PSA > 4ng/ml hanno un valore elevato dovuta ad iperplasia benigna della prostata;
  • Altri casi, pazienti con PSA >10ng/ml vengono sottoposti a biopsia prostatica con risultati negativi.

Conoscendo i limiti di specificità del PSA, da molti anni si è alla ricerca di nuovi marcatori che possano identificare con maggior precisione il carcinoma prostatico.

Dapprima è stato introdotto il PSA FREE, la forma libera di PSA circolante, che rapportato al PSA totale, in forma legata, ha permesso di discriminare con una maggiore accuratezza iperplasia benigna e cancro alla prostata.

Di recente è stato identificato un nuovo marcatore molto più specifico per il carcinoma prostatico, ovvero il 2proPSA.

Il 2proPSA è un’isoforma del PSA FREE che aumenta, come confermano numerosi studi, in maniera significativa nel sangue di pazienti affetti da carcinoma prostatico. Inoltre dalla combinazione del dosaggio del PSA TOTALE, il PSA FREE e il 2proPSA si ottiene l’indice PHI (Prostate Health Index), l’indice di salute prostatica, il cui aumento è correlato all’aggressività della neoplasia prostatica.

Uno studio che ha coinvolto 700 pazienti con sospetto tumore alla prostata o diagnosi dubbia, ha confermato come il 2proPSA e l’indice PHI abbiano una maggiore accuratezza e specificità rispetto al PSA TOTALE e al PSA FREE nell’identificare il carcinoma prostatico.

Su circa 300 pazienti sottoposti a biopsia prostatica, con un valore di PSA TOTALE compreso tra 2,5 e 10 ng/ml e valutati per 2proPSA e PHI è preliminarmente emerso che:

  • i valori di 2proPSA e PHI sono significativamente più elevati nel sangue di pazienti affetti da carcinoma prostatico;
  • nei pazienti con PSA TOTALE sospetto, esplorazione rettale non sospetta ed età superiore a 50 anni, il 2proPSA ed il PHI sono significativamente più precisi del PSA TOTALE e del PSA FREE nell’identificazione dei pazienti realmente affetti da neoplasia prostatica o a rischio di svilupparla;
  • 2proPSA e PHI sembrano correlare con l’aggressività della neoplasia.

Il 2proPSA è dunque in grado di garantire non solo una più accurata identificazione del tumore prostatico, ma anche una migliore definizione dell’indice di aggressività dello stesso.

Fonti

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20189711

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20171670