Colesterolo cattivo, bassi livelli per difendersi dalle malattie cardiovascolari - BIOS S.r.l. Laboratorio Analisi Cliniche - COSENZA
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Colesterolo cattivo, bassi livelli per difendersi dalle malattie cardiovascolari

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La Società Europea di Cardiologia di recente ha spostato l’attenzione sul colesterolo cattivo (LDL) come principale fattore di rischio per le patologie cardiovascolari. In passato, infatti, si parlava maggiormente di colesterolo totale, tuttavia, si è visto che bassi livelli di colesterolo cattivo riducono il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Quali danni può causare un colesterolo cattivo alto?

Il colesterolo cattivo è rappresentato da un insieme di molecole grasse che circolano nel sangue e tendono ad accumularsi all’interno della parete vascolare, causando un restringimento dei vasi sanguigni con conseguente aumento di suscettibilità alla formazione di coaguli di sangue e quindi rischio di infarto, ictus cerebreale ecc. Ecco perchè è importante ridurre i livelli di colesterolo cattivo all’interno dei vasi sanguigni.

Come si può abbassare il colesterolo cattivo alto?

Per abbassare il colesterolo cattivo bisogna intervenire sia sullo stile di vita sia attraverso terapia farmacologica, sopratutto in quei casi in cui l’ipercolesterolemie ha una predisposizione genetica. Lo stile di vita è il primo passo, è importante seguire un’alimentazione corretta, ricca di frutta e verdura e povera di grassi, salumi e dolciumi, fare attività fisica regolare e non fumare.

A livello farmacologico, generalmente, si interviene con alcuni farmaci chiamati statine, che bloccano la produzione di colesterolo da parte dell’organismo. Nonostante le statine abbiano ridotto di molto la mortilità cardiovascolare, tuttavia, come tutti i farmaci presenta alcuni effetti indesiderati tra i più frequenti dolori muscolari, sensazione di pesantezza ai muscoli e crampi. Di solito questo problema è di natura benigna e non molto fastidioso, ma in alcuni casi rappresenta un sintomi invalidante e sarà, dunque, cura del medico bilanciare e valutare gli effetti benefici e non delle statine.

La novità degli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali hanno un meccanismo diverso e complementare rispetto alle statine. Sono stati usati nei pazienti con ipercolesterolemia familiare, soggetti dai valori talmente alti di colesterolo fin dalla giovane età, che nemmeno le statine riescono ad abbassarli. Questi nuovi farmaci si somministrano per via sottocutanea, una o due volte al mese e a oggi sono sperimentati – nella maggior parte dei casi – in aggiunta alla terapia con statine, che non sta dando i risultati auspicati. Gli anticorpi monoclonali sono inoltre associati a minori effetti collaterali e dunque dovrebbero essere maggiormente tollerati. In futuro questi farmaci potrebbero diffondersi a tal punto da costituire un’altra rivoluzione dopo le statine.