Macroprolattina: ecco i falsi casi di iperprolattinemia! - BIOS S.r.l. Laboratorio Analisi Cliniche - COSENZA
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Macroprolattina: ecco i falsi casi di iperprolattinemia!

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La prolattina (PRL) è un ormone polipeptidico secreto principalmente dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore che ha come organo bersaglio la mammella.

Si tratta di un ormone tipicamente femminile che gioca un ruolo fondamentale sia nella fase puberale, quando, insieme agli estrogeni contribuisce allo sviluppo del seno, sia durante la gravidanza, quando, la sua produzione è fondamentale per l’allattamento, infatti, una secrezione inferiore alla norma porta ad una diminuzione della produzione di latte. Un’ ipersecrezione di prolattina, invece, può portare galattorrea (produzione di latte in assenza di gravidanza), sospensione del ciclo cellulare (amenorrea) e quindi infertilità.

Gli effetti di questo ormone sull’organismo maschile non sono ancora be definiti. Un aumento della produzione di prolattina nell’uomo è generalmente associata a mancanza di desiderio sessuale, ginecomastia e impotenza.

Macroprolattinemia

La principale forma di prolattina circolante nell’uomo è la prolattina monomerica, costituita da una catena singola di 199 amminoacidi con peso molecolare di 23 kDa. Sono state, tuttavia, individuate alcune varianti di peso molecolare maggiore dovute a fenomeni di dimerizzazione e polimerizzazione della prolattina monomerica con altre proteine, in particolare immunoglobuline di classe IgG. Queste isoforme prendono il nome di BigPRL (peso molecolare 50 kDa) e BigBigPRL (peso molecolare > 100 kDa). Apparentemente, queste varianti, non hanno nessun tipo di azione biologica, infatti, pazienti con significativa presenza di BigPRL e BigBigPRL e valori normali di prolattina monomerica non presentano sintomi quali amenorrea, infertilità, galattorrea e, nel maschio impotenza, tipici di iperprolattinemia.

La BigPRL e BigBigPRL accumulandosi nel sangue vengono riconosciute e, quindi, erroneamente dosate dalle comuni metodiche utilizzate per il dosaggio della prolattina, determinando un valore elevato di quest’ultima che in realtà non risulta aumentata.

Questo fenomeno prende il nome di macroprolattinemia, e da recenti studi, è stato dimostrato che ha una frequenza del 10%-26% in tutti i pazienti iperprolattinemici.

Esistono alcune metodiche di laboratorio che permettono di separare e quindi differenziare le isoforme BigPRL e BigBigPRL dalla prolattina monomerica, consentendone un dosaggio molto più accurato e reale.

La più semplice e diffusa di queste metodiche è la precipitazione con PEG, che utilizza un polimero, il PEG (glicole polietilenico) appunto, in grado di far precipitare, nel siero, tutte le proteine di peso molecolare > 100 kDa.

Quando si deve effettuare l’esame della macroprolattinemia

L’esame della macroprolattina viene richiesto quando si verificano contemporaneamente queste tre condizioni:

  • il livello della prolattina è elevato,
  • il paziente non presenza i sintomi dell’iperprolattinemia,
  • gli esami di imaging dell’ipofisi non danno informazioni significative.

Lo scopo dell’esame è quello di escludere un’ iperprolattinemia vera che può essere conseguenza di alcune situazioni patologiche.