Test C4D per prevenire la malattia di Alzheimer - BIOS S.r.l. Laboratorio Analisi Cliniche - COSENZA
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Test C4D per prevenire la malattia di Alzheimer

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La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza ed è considerata una malattia incurabile. In base all’età di insorgenza distinguiamo una forma precoce, con insorgenza nei primi 65 anni, ed una forma tardiva con insorgenza dopo i 65 anni. La forma precoce si presenta in famiglie ed ha una trasmissione genetica dominante, la forma tardiva (95% dei casi di malattia), invece, si definisce sporadica in quanto tra i fattori di rischio oltre a quelli geneticamente trasmissibili, comprende anche fattori ambientali quali: trauma cranico, agenti virali, ipercolesterolemia e soprattutto alterato metabolismo dei metalli, in particolare del rame.

Le cause della Malattia di Alzheimer sembrano risiedere nell’aggregazione e deposizione del peptide beta-amiloide in placche e della proteina Tau in dei grovigli neurofibrillari in particolari aree del cervello, come dettagliato in quella che è stata l’ipotesi più accreditata della malattia, definita ipotesi della ‘cascata dell’amiloide’.

Numerosi studi evidenziano come lo stress ossidativo, principalmente prodotto da metalli di transizione quali rame e ferro, può causare danni irreparabili al cervello e può portare alla malattia di Alzheimer. Agli inizi degli anni ’90 alcuni studi hanno dimostrato:

  • la capacità del rame di precipitare in placche insolubili il peptide beta-amiloide;
  • che le proprietà tossiche di beta-amiloide sulle cellule gli sono conferite dal rame;
  • la capacità di agenti anti-rame (chelanti) di risolubilizzare tali placche insolubili direttamente da cervelli di pazienti con malattia di Alzheimer (Lannfelt L, Lancet Neurol 2008).

Oggi è consolidato che il disturbo metabolico del rame si correla con la  progressione e la severità della perdita delle facoltà cognitive e che quindi può essere considerato un fattore di rischio per l’insorgenza della malattia di Alzheimer. Questo disturbo metabolico, infatti, porta ad avere una frazione di rame tossico nel sangue, definito rame “libero”  e altamente reattivo, in grado di raggiungere il cervello dove genera stress ossidativo e danneggia le cellule, accelerando e rendendo più aggressiva la malattia di Alzheimer (vedi figura sotto).

Modello del coinvolgimento del rame libero nella malattia di Alzheimer.

Modello del coinvolgimento del rame libero nella malattia di Alzheimer. Il rame libero (Cu free in figura) è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica (Brain Bood Barrier) e giungere al cervello. Qui, grazie alle sue proprietà altamente reattive, può interagire con il peptide beta amiloide (Ab) a diversi livelli ed avere diversi effetti tossici: Legandosi all’ Ab fisiologica può conferirgli le proprietà di ossidoriduzione producendo stress ossidativo; può reagire con la Ab e promuoverne la sua precipitazione in placche insolubile che disturbano la fisiologia della cellula nervosa, può produrre e reagire con l’acqua ossigenata (H2O2), entrare nelle reazioni di Fenton e produrre radicali dell’ossigeno verso i quali l’organismo non ha difesa, come il radicale ossidrile (•OH).

Che cos’è il test C4D?

Il test C4D è un test innovativo in grado di misurare la quantità di rame libero in circolo, mediante un semplice prelievo di sangue.

A chi è diretto il test C4D?

Il test C4D è rivolto a quei soggetti in cui si sospetta un alterato metabolismo del rame, che spesso si manifesta con frequenti e gravi dimenticanze, che potrebbe essere concausa dell’insorgenza della malattia di Alzheimer o fattore di rischio di progressione della medesima. Tutto ciò nel tentativo anche di poter correggere soprattutto tramite “stili di vita” (e.s. dieta ed alimenti) tale anormalità.

Come si legge il test C4D?

Il test C4D fornisce un valore quantitativo della concentrazione del rame libero in circolo. Se questo valore rientra negli intervalli di riferimento dei valori normali della popolazione, il test è negativo, il che indica che il soggetto non è affetto dal disturbo metabolico del rame.

Se il valore è al di fuori dell’intervallo di normalità, il test C4D è positivo e il soggetto presenta un alterato metabolismo del rame, che può essere ripristinato sia mediante una dieta a basso contenuto di rame, sia mediante integratori alimentari, come lo zinco, che aumentano la produzione nell’organismo di proteine endogene di deposito, le metallotioneine, che catturano e trattengono il rame libero circolante, ne favoriscono l’escrezione mediante le feci, diminuendone la quantità nel sangue e quindi la tossicità.