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L’intolleranza al lattosio è una condizione fisiologica che colpisce il 50% della popolazione italiana ed è caratterizzata dall’incapacità dell’intestino di digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. La causa è da ricercare nella mancanza degli enzimi responsabili della digestione del lattosio, le lattasi (beta-galattosidasi), che hanno la funzione di scinderlo negli zuccheri che lo compongono: il galattosio e il glucosio.

La mancata digestione dello zucchero del latte è accompagnata da disturbi gastrointestinali che spesso vengono sottovalutati e/o addirittura ignorati con conseguente permanenza della condizione dolorosa e fastidiosa.

Saper riconoscere e gestire questa condizione diventa, quindi, fondamentale per il proprio benessere e la propria salute.

In questo articolo andremo ad appronfondire i seguenti quesiti:

  • Quali sono i 3 sintomi principali dell’intolleranza al lattosio?
  • Perchè si diventa intolleranti al lattosio?
  • Quale esame bisogna fare per la diagnosi?
  • Quale dieta seguire? Cosa non bisogna mangiare?

Vuoi scoprire la risposta a queste domande? Continua a leggere.

Quali sono i 3 sintomi principali?

Quando il lattosio non viene digerito permane nell’intestino dove viene fermentato dalla flora batterica intestinale con conseguente produzione di gas e richiamo di liquidi nel colon.

Questo processo da origine a quelli che sono i 3 principali sintomi:

  • gonfiore e/o dolori addominali;
  • flautolenza;
  • diarrea.

A questi possono aggiungersi anche stitichezza, meteorismo e raramente mal di testa, spossatezza e eruzioni cutanee.

Perchè si diventa intolleranti al lattosio?

Le cause dell’intolleranza al lattosio sono principalmente 3:

  • Congenita: è di natura genetica, si manifesta già nelle fasi dello svezzamento in quanto l’organismo non è in grado di produrre lattasi in quantità sufficiente;
  • Primaria: è la forma più comune negli adulti e si manifesta generalmente in tarda infanzia o nella prima fase dell’età adulta. Si verifica in seguito ad una diminuzione di produzione della lattasi con l’avanzare dell’età;
  • Acquisita: è dovuta a lesioni dell’intestino tenue (dove viengono prodotte le lattasi) che può avvenire in seguito ad un’infezione, celiachia, malattie. infiammatorie intestinali o altre.

Quale esame bisogna fare per la diagnosi?

Il test più diffuso e attendibile per la diagnosi di intolleranza al lattosio è il test sul respiro o breath test, un esame non invasivo che consiste nell’ analisi dell’aria espirata del soggetto prima e dopo l’assunzione di lattosio. Il test va a misurare le quantità dei gas idrogeno e metano presenti nell’espirato. Infatti, quando il lattosio non viene digerito e inizia a fermentare si ha un’ eccessiva produzione di questi gas, che indica la presenza di intolleranza.

Si può effettuare anche il test genetico che, tuttavia, può accertare l’eventuale origine o predisposizione genetica (sia omozigote che eterozigote) del disturbo.

Quale dieta seguire? Cosa non bisogna mangiare?

I soggetti intolleranti al lattosio devono evitare tutti gli alimenti contenenti lattosio, ma ciò non vuol dire eliminare tutti i derivati del latte. 

Gli alimenti assolutamente da evitare sono:

  • Latte vaccino, di capra e/o di altri animali;
  • Formaggi freschi (mozzarelle, certosa ecc.)
  • Tutti gli alimenti a base di latte (gelati, burro, creme, cioccolate ecc.)

In alternativa possono essere consumati latti delattosati (privi di lattosio) e/o alimenti caseari (tipo yougurt) arricchiti con Lactobacillus acidophilus (un batterio che digerisce il lattosio).

Gli alimenti derivati del latte che possono essere invece tranquillamente consumati perchè in genere non danno problemi sono tutti i formaggi stagionati (grana, parmigiano, provolone e pecorino).

Si consiglia, comunque, di controllare tutte le etichette degli alimenti in quanto spesso il lattosio è presente come additivo anche in alimenti poco sospetti come salse, insaccati, puré, affettati, sughi, dado da brodo, cibi in scatola e altri prodotti confezionati.

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